L'Educatore nel Pallone: rendere "possibile" l'improbabile

articolo di giornale con educatori e ragazzi per un torneo di calcetto a serra

L'Educativa di Strada

Stasera vi rendiamo partecipi di una splendente storia che abbiamo raccolto grazie all’ Educativa di Strada, un servizio che rivolgiamo a Montepalma, Lineri, Besito ma che, in questa storia, riguarda Serra Superiore, nella parte alta di Lineri ( Misterbianco ). 

L’Educativa di Strada è un servizio scorbutico, difficile ma vitale: non te ne stai al calduccio di una sede sicura, vai in strada, nelle piazze, in giro, ad agganciare ragazzi che vanno in scooter più su una ruota che su due, frequentatori di sale giochi e, spesso, di ambienti più “discutibili”. Eppure questi ragazzi hanno scelto di “lasciarsi portare per mano”, da noi. Un pallone, ha reso tutto più facile.

Lo sport per conoscersi

Tutto è iniziato da un campo di calcetto, da un pallone e, ovviamente, dai primi ragazzi: il “valzer” come per incanto, partì. Giovanissimi, ragazzini e adolescenti iniziarono a fioccare, entusiasti che qualcuno si prendesse cura di loro. Organizzavamo allenamenti, partite estemporanee e tornei. La procedura di iscrizione a queste attività era solo una scusa per parlare con loro, per conoscerli, per diventare per loro qualcuno, qualcuno su cui potevano contare. Non era “solo” sano sport. C’era infatti anche spazio per le discussioni di gruppo, in cui i ragazzi scherzavano, raccontavano e a volte “vuotavano il sacco”. 

Simone*: il maschio-alfa

Venti, trenta ragazzi ogni giorno: c’ era spazio per tutti ma non volevamo ci fosse spazio per la volgarità, per parolacce in campo o sputi, cadute di stile per cui si veniva ammoniti al primo richiamo, ed espulsi al secondo, per dieci minuti. Sulle prime, ci fu più gente fuori che dentro al campo! Ma, con il tempo, le regole cominciavano a funzionare ed è qui che comincia la storia di Simone*, il “maschio-alfa”. Inizialmente si limitava ad osservare, seduto, rollandosi una canna, per poi entrare a creare scompiglio, prima di essere allontanato dagli altri. Simone* era un vero duro, perchè la vita con lui era stata dura. 

Bandito da tutte le scuole italiane

Ci raccontò di essere senza padre, di lavorare sodo per mantenere la famiglia e del perchè era stato espulso e bandito da ogni scuola italiana per una feroce aggressione ai danni del preside che, stando al racconto, sembrò aver detto al ragazzo: “La colpa non è tua. Ti manca l’educazione di un padre; sei solo un bastardo”. Non sappiamo se sia vero, ciò che fu tremendamente reale fu la reazione di Simone*: ci limitiamo a dire che gli tolsero letteralmente il preside dalle mani. Bandito da ogni scuola italiana. 

Il potere di un semplice fischietto

Simone* iniziò, con i suoi tempi, a prender parte alle partite, accettando le regole proposte. Un giorno un nostro educatore, nel bel mezzo di una chiacchierata, gli regalò un fischietto. Un bagliore di speranza aveva ricominciato a splendere in lui e su quel campetto e su quanto vi girava attorno. Furono mesi indimenticabili. Venne organizzata una raccolta firme e il campetto venne ripristinato dall’amministrazione e poi consegnato ai ragazzi che ne assunsero la gestione.

Rendere possibile, l'improbabile

Fu organizzato un grande torneo, con ragazzi di tutti i quartieri e questo ancora non è tutto. Simone*, che prima guardava le partite fumando erba ai bordi del campo, scatenando in seguito scompiglio, iniziò ad arbitrare le partite dei bambini e, l’aspetto che ancora oggi ci strappa un sorriso, li rimproverava alla prima parolaccia! Capite? Simone* li istigava a mantenere toni e modi decorosi. Il Calcio, l’amore e la fantasia hanno reso possibile l’improbabile. 

*I nomi utilizzati sono di pura fantasia per preservare la riservatezza dei protagonisti.

L’Educatore del Pallone” è una storia di “Macerie Fiorite“, la rubrica della Cooperativa Marianella Garçia. Scopri di più sulla nostra realtà.