Librino Brucia!

Oggi vi portiamo a Librino, raccontandovi una storia a lieto fine ma con un principio e uno svolgimento scomodi, spigolosi, disumani, scottanti. Commissionata dai Servizi Sociali territoriali su segnalazioni delle scuole o più spesso dal Tribunale dei Minori, l’Educativa Domiciliare, è una full immersion nel disagio di famiglie che vivono contesti delicatissimi, attraversano periodi complicati, un lavoro che richiede tatto, mimetismo, grande empatia e spalle larghe.

Supereroi a Librino: la "città nella città"

Vai a casa loro, ti aprono la porta e tu, da burocrate, devi trasformarti nell’educatore supereroe, una figura di assoluta fiducia che li capisca, li aiuti, li sostenga, li accompagni per mano a superare quella fottuta tempesta che li sta tenendo sospesi in aria, a sbracciarsi in cerca di un appiglio. E TU sei quell’appiglio.

Quando questo poi accade a Librino, “la città nella città”, tutto diventa più complicato. Tanto più complicato. Perché puoi ritrovarti a casa di Iolanda che non ha ancora quarant’anni e di figli ne ha già otto, avuti con tre compagni diversi. Lì, incontri la piccola Giordy che, quando ti vede per la prima volta, attenti … la prima volta … ti accoglie dicendoti:

“Ciaaaaaoooo… La vuoi la mia farfallina?

Si, avete capito bene. Librino sta bruciando. Anche i nostri eroi dalle scarpe di cartone avevano capito bene, ma non volevano crederci, perché a certe cose non si vuole mai credere. Eppure Giordy si spogliava sul pulmino della scuola, non stava mai ferma, parlava, tanto, assumendo già un’atteggiamento seduttivo. A soli sei anni. Suo fratello Jonas ne aveva otto. Scontroso e ribelle, non aveva controllo sfinterico. Già, anche qui, avete capito bene.

La verità, la scomoda verità

I nostri indagavano, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana e i pezzi del puzzle saltavano fuori man mano. Si scoprì che tutte le istituzioni coinvolte, TUTTE, ed erano parecchie, sapevano, ma si guardavano bene dall’approfondire o, pura fantascienza, dal denunciarle.

Si scoprì che uno dei figli più grandi filmava Giordy e, se avete compreso il contesto, capirete da soli che non era per immortalare un momento che sarebbe divenuto un ricordo, magari felice. Anche la scuola si rivelò per lei un luogo non sicuro: quello che dovrebbe essere luogo di crescita, di accoglienza, di confronto, di comunità, era anch’essa teatro di episodi e atti terribili, agghiaccianti.

TUTTI SAPEVANO, TUTTI TACEVANO. E così, i nostri stronzi inadeguati si presero la briga ma di certo non il gusto, di mettere insieme tutti i pezzi di questo puzzle dell’orrore, sporgendo denuncia all’autorità giudiziaria, sottoscrivendola di proprio pugno.

L'incendio domato e il fuoco che torna a scaldare

Giordy e Jonas furono allontanati immediatamente da quel contesto familiare agghiacciante e accolti in una struttura protetta. In seguito furono dati in affido familiare e poi in adozione: una vita nuova. In seguito alle indagini disposte e alle verifiche, le autorità arrestarono il convivente di Iolanda.

Ai nostri, che uscirono da quell’appartamento con in braccio i due piccoli per portarli via da quell’inferno, fu lanciata successivamente ogni tipo di minaccia di morte possibile. In questa parentesi buia della vita è riuscita ad emergere la forza impressionante dei bambini, capaci di scavalcare ogni orrore con un salto, lasciandosi tutto ( o quasi ), alle spalle e oggi Giordy e Jonas godono di una ritrovata serenità.

La storia indigesta di un incendio, infine domato, in cui anche il fuoco più divampante, anzichè bruciare, è tornato a scaldare.

Il Fuoco di Librino” è una storia di “Macerie Fiorite“, la rubrica della Cooperativa Marianella Garçia. Scopri di più sulla nostra realtà.